Viviamo in un’era di innovazione. La rivoluzione digitale non sta solo cambiando il nostro modo di lavorare, ma anche il modo in cui viviamo e facciamo business. Ha generato nuove opportunità, ha messo in discussione quelle vecchie e ci ha portato in un’era completamente nuova. Il mercato immobiliare non è estraneo a questa tendenza.

Immobili e innovazione

È abbastanza difficile trovare un settore che non sia stato ancora toccato dalla blockchain disruption, visto come sta cambiando in modo massiccio il settore bancario e finanziario. La realtà è che anche il settore immobiliare non può sfuggire al cambiamento.

La più grande asset class del mondo 

L’industria immobiliare è il più grande settore a livello globale; è stato valutato più di 280 trilioni di dollari – una classe di attività più preziosa di tutto il mercato azionario e il debito cartolarizzato messi insieme e rappresenta il più grande deposito di ricchezza equivalente a tre volte e mezzo il PIL globale totale. 

Daremo uno sguardo più da vicino a come e perché la blockchain per l’immobiliare può diventare un punto di svolta di questo settore.

Più intelligente, più trasparente

Uno dei maggiori impatti di Blockchain sull’industria immobiliare sarebbe un flusso di gestione dei contratti più facile e veloce che accelera gli affari. Attraverso gli smart contracts, ogni parte di un processo di vendita è automatizzata, e i pagamenti sarebbero inviati e ricevuti istantaneamente – anche nei fine settimana o al di fuori dell’orario di lavoro.

Gli smart contracts potrebbero anche automatizzare la due diligence o i controlli su contraenti e investitori. La tecnologia Blockchain può aiutare a verificare le identità, rendendo il processo KYC più veloce. Le parti coinvolte in un contratto possono accedervi con una chiave digitale personale, riducendo le probabilità di frode.

Tokenizzazione su blockchain nel settore immobiliare 

I token sono un deposito digitale di valore. La tokenizzazione in questo caso significa tradurre il diritto su un bene in un pacchetto digitale di informazioni, il token. 

Nel settore immobiliare, i token possono rappresentare molte cose come la proprietà di un bene, l’equità nella SPV (proprietario del bene), parte del debito garantito dalla proprietà, il flusso di cassa dalla proprietà, e altri. 

Dicendo questo, è abbastanza immediato capire che si può tokenizzare: 

  • Trophy assets
  • Portafogli complessi 

Tipi di token ed esempi reali

Nel caso di un “trophy asset”, si potrebbe creare un token di investimento relativo al solo piano terra, che dia diritto ad un affitto, perché è previsto che il piano terra venga interamente affittato ad attività commerciali; allo stesso tempo, però, sulla stessa operazione, si potrebbe anche creare un token separato sui piani residenziali superiori, dando così diritto ai proprietari del token di avere la parte derivante dalla successiva vendita degli appartamenti.

Se si ha, invece, un ampio portafoglio immobiliare, con diverse categorie di immobili, invece di andare a fare la classica divisione per rischio, si potrebbe creare un token che rappresenti il legame con una destinazione d’uso dettagliata (es: alberghiera, residenziale, logistica) in una determinata regione.  Andando poi a targettizzare, tokenizzare e scomporre, in maniera molto granulare, l’asset sottostante, per poi proporlo al giusto target di investitori.

Come si può vedere da questi esempi i maggiori benefici per la tokenizzazione degli immobili, così come di tutti gli asset illiquidi sono: liquidità aggiuntiva, minori barriere di investimento, taglio delle asimmetrie informative, titoli programmabili, sicurezza senza pari. 

Liquidità e benefici della tokenizzazione – mercato primario 

Per gli investitori che hanno la necessità di costruire un portafoglio diversificato, vendere i loro beni può essere difficile. La tecnologia Blockchain ha il potenziale per facilitare questo processo se tutti gli investimenti sono registrati attraverso un registro distribuito che semplifica lo scambio di azioni tra gli investitori. Oltre a una maggiore sicurezza e trasparenza nel mercato, questa innovazione porta a trattare i beni immobiliari, che sono essi stessi illiquidi, come se fossero azioni quotate in borsa. Con la blockchain, infatti, avendo un registro distribuito in tutto il mondo, si elimina la barriera geografica, per cui è possibile vendere un token legato al settore immobiliare – dopo le opportune identificazioni – sia a un soggetto a Parigi che a un soggetto a New York.

Inoltre, questo è un mercato con molteplici barriere all’entrata, una delle principali è la dimensione dell’investimento. La tokenizzazione permette una base di investitori più ampia, perché si potrebbero comprare porzioni frazionate di immobili, rendendo possibile diversificare il proprio portafoglio molto più facilmente.

Questi non sono solo esempi teorici, in tutto il mondo i casi di tokenizzazione immobiliare si stanno diffondendo, non solo a Dubai, Singapore o negli Stati Uniti ma anche in Europa.

 

Aprire le porte del mercato secondario

Inoltre, con tempi e costi di transizione ridotti, gli investitori possono scambiare tra di loro, in pochi click, l’asset sul mercato secondario. E non è tutto, la cosa interessante è che il mercato secondario non deve essere basato solo sulle transazioni del mondo immobiliare. Dato che i token hanno tutti lo stesso standard, un token immobiliare può anche essere scambiato con un token che rappresenta la quota di un Picasso o un’obbligazione tokenizzata PMI, o qualcos’altro.  Lo standard di tokenizzazione rappresenta, infatti, la caratteristica principale della blockchain come opportunità di investimento. 

La tecnologia è pronta e aperta a chiunque voglia sfruttarne il potenziale, i casi d’uso sono ancora in gran parte un libro da scrivere.

Oggi non esiste un vero mercato secondario per i token immobiliari e i security token, non ancora almeno. Ma siamo sicuri che questo sta per cambiare.