Introduzione

Negli ultimi anni, le criptovalute come Bitcoin ed Ethereum sono diventate parte integrante del panorama monetario, passando da denaro digitale usato solo da una stretta nicchia fino a una capitalizzazione oltre da mille miliardi di dollari, con aziende quotate in borsa detengono bitcoin nel proprio bilancio.

I regolatori e le banche centrali, dal proprio lato, hanno recentemente cominciato a esplorare il potenziale delle valute digitali. Più di 80 paesi come la Nuova Zelanda, il Regno Unito, Hong Kong, l’UE e gli Stati Uniti, stanno infatti valutando la possibilità di creare una valuta digitale emessa direttamente dalla banca centrale.

Dato che il futuro del denaro va verso una direzione sempre più digitale, che novità possiamo immaginare da questo cambiamento?

Cos’è una CBDC?

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC) sono essenzialmente una forma elettronica delle valute fiat (dollari, sterline, euro, yen).

Qualcuno potrebbe rispondere che già oggi in realtà è così, visto che un gran numero di pagamenti sono infatti digitali, che sia tramite bonifico bancario o con pagamenti con carte e smartphone. Tuttavia mentre oggi le aziende che si occupano di pagamenti e le banche private fanno da intermediario in queste transazioni, con una moneta digitale della banca centrale, sarebbe quest’ultima a svolgere anche il ruolo di verifica delle transazioni.

Principali differenze tra Stablecoin e CBDC

Anche se l’idea di CBDC viene dalle criptovalute, le CBDC sono entità molto diverse dalle criptovalute o dagli stable coin.

Le stable coin sono infatti dei token con un valore ancorato rispetto a una valuta fiat. Per esempio, USDT (Tether), è progettato per essere ancorato al dollaro americano ed è ancora la più grande stable coin (a livello di capitalizzazione) . La loro domanda nasce sopratutto per attività di trading, investimento o per inviare denaro all’estero, come alternativa all’utilizzo di metodi ormai obsoleti come WesternUnion.

Le stable coin preoccupano quindi le banche centrali, che temono di perdere controllo, anche con la crescente diffusione della finanza decentralizzata (DeFi).

Ed ecco la loro risposta sotto forma di CBDC. Le differenze tuttavia sono numerose e sostanziali:

Tecnologia

Parlando dell’aspetto tecnico, le stable coin circolano come delle normali criptovalute sulla propria blockchain, mentre le CBDC non utilizzano necessariamente una blockchain ma più probabilmente altri database centralizzati (o DLT, che sono la stessa cosa).

Velocità

Le stable coin mantengono una velocità discretamente elevata (pochi minuti o istanti, il tempo necessario per completare un token transfer all’interno della blockchain). Con le CBDC, la velocità sarebbe probabilmente maggiore, dato che una transazione su un registro digitale centralizzato può avvenire ancora più rapidamente.

Centralizzazione vs concorrenza

Le stablecoins sono emesse da aziende private e possono essere libertamente scelte tra le numerose disponibili mentre le CBDC verrebbero create in regime di monopolio da parte delle banche centrali.

Inoltre, se con l’invio di stable coin attraverso un portafoglio blockchain (per esempio ETH, LUNA, SOL) si può mantenere un certo anonimato, l’emittente delle CBDC avrebbe un registro di tutti gli utenti e le rispettive transazioni.

Ma cosa c’è dietro?

Usando una CBDC, puoi essere sicuro che le riserve siano coperte da denaro fiat, dato che il garante sarebbe la banca centrale stessa.
Le stable coin d’altro canto, possono avere un sottostante di varia natura. Sono diversi ormai i modelli attivi sul mercato, alcuni sono sostenuti da altre criptovalute, altri da materie prime o fiat.
C’è chi dubita dell’effettiva copertura di alcune stable coin. Nonostante questo in diversi anni numerose stable coin hanno spontaneamente guadagnato una fetta sempre maggiore di mercato, svolgendo correttamente la propria funzione.

Alcuni banchieri sono preoccupati

Alcuni esperti dicono che emettere una CBDC potrebbe mettere a rischio il ruolo delle banche commerciali. Un Euro Digitale potrebbe ridurre la necessità delle banche commerciali e le taglierebbe fuori dal lavoro di verifica delle transazioni.

Se le CBDC prendessero piede, le persone interagirebbero direttamente con le banche centrali e questo potrebbe cambiare radicamente il panorama. E anche se oggi appare improbabile, lascerebbe le banche commerciali in una posizione defilata, con il controllo unicamente nelle mani di una banca centrale.

Questo è uno dei motivi per cui la tematica delle CBDC viene ancora affrontata con prudenza. Potrebbero volerci anni prima che una transizione di questo tipo avvenga, ma è utile guardare già al futuro visto che lo Yuan Digitale in Cina è già realtà, con una fase di test a livello locale in diverse giurisdizioni.

Noi crediamo che la concorrenza sia il carburante dell’innovazione e della crescita, poiché l’alternativa migliore può essere trovata solo da una decisione libera del mercato.

É  abbastanza chiaro che il mercato sta chiedendo più decentralizzazione. Quindi accogliamo con favore un futuro in cui, invece di aumentare la centralizzazione, il denaro fiat troverà uno spazio coerente nei blockchain pubbliche.

Le stable coin potrebbero essere la strada!